venerdì 27 febbraio 2015

I mosaici medievali di Santa Prassede e Pudenziana a Roma

Sacello di San Zenone, moaici della volta
Sabato 28 febbraio 2015, alle ore 16,00, l'Associazione culturle Esperide propone un itinerario dedicato interamente al mosaico medievale con la visita alle chiese di Santa Prassede e Pudenziana.
Quest’ultima è una delle antiche chiese titolari di Roma – il titulus pudentis – costruita, secondo la tradizione, là dove sorgeva la dimora del senatore Pudente, padre di Prassede e Pudenziana, leggendarie fondatrici delle due chiese titolari omonime. La chiesa è probabilmente il risultato di una trasformazione di un’aula di un edificio termale, risalente al III secolo e facente parte dell’abitazione di Pudente, alla fine del IV secolo. Ascrivibile a questo periodo è il magnifico mosaico absidale, raffigurante Cristo in trono circondato dagli apostoli e da due figure femminili, identificate con le sorelle Pudenziana e Prassede, che starebbero a rappresentare la Chiesa e la Sinagoga: esso, oltre a essere una delle prime testimonianze di arte musiva cristiana a Roma, costituisce il primo mosaico absidale pervenuto. Durante il pontificato di Adriano I la chiesa fu riedificata, quindi restaurata da papa Gregorio VII, all’epoca del quale risale un ciclo di pitture affrescate nell’oratorio mariano, di poco precedenti e affini a quelli della basilica inferiore della chiesa di San Clemente.
Non distante da Santa Pudenziana, sorge la chiesa di Santa Prassede, che leggenda vuole essere stata costruita intorno al 489 d.C. sul luogo in cui le due sorelle raccolsero in un pozzo i resti di duemila martiri della Chiesa cristiana, prima di essere martirizzate. La basilica attuale si deve, invece, al rifacimento operato durante il pontificato di papa Pasquale I verso l’882, che costruì un nuovo edificio al posto del precedente, in cui è evidente un chiaro ritorno alla tradizione paleocristiana e tardo antica negli splendidi mosaici che ricoprono interamente l’abside. In questi mosaici, che sono tra i più importanti della Roma carolingia, si può riconoscere l’attività di una scuola locale di mosaicisti che fonde nuove suggestioni ai modi della tradizione affermatasi nei secoli precedenti. Di notevole interesse è anche il sacello di San Zenone, fatto erigere sempre da papa Pasquale I come mausoleo della madre Teodora, in cui colpisce l’acceso cromatismo dei mosaici che rivestono interamente le superfici.
Basilica di Santa Pudenziana, mosaico dell'abside
Per ulteriori informazioni visita il sito: esperide.it.
APPUNTAMENTO: davanti all’entrata di Santa Prassede, in via di Santa Prassede 9 a Roma, un quarto d’ora prima dell’inizio della visita.
CONTRIBUTO PER LA VISITA: 8,00 euro intero, 5,00 euro ridotto.
PER PRENOTARE: indirizzo email info@esperide.it; telefono: 3331125444 – 3394750696 - 3498926716 - 3384682333.

giovedì 26 febbraio 2015

Visita guidata alla Basilica di San Marco a Milano

L’associazione Culturale Italia Medievale in collaborazione con l’associazione “quelli del Villaggio” e il Circolo Culturale Italo Calvino organizza una visita guidata alla Basilica di San Marco di Milano sabato 28 febbraio 2015.
Ritrovo in via Grazioli, 33 alle 9.10 oppure ritrovo davanti alla Basilica in piazza San Marco, 2, alle ore 10,00.
Durata visita circa 2 ore
Contributo per la visita alla Basilica 5,00 € a persona
Gratuito fino a 14 anni (accompagnati da genitore)
per iscrizioni info@quellidelvillaggio.com.
Se una lunga tradizione storiografica colloca la fondazione del cantiere della chiesa di S. Marco nel 1254, ad opera del frate Lanfranco Settala degli Eremitani di S. Agostino, divenuto in quell’anno generale dell’Ordine agostiniano, numerose altre testimonianze storico-documentarie sembrano concorrere all’ipotesi dell’esistenza di una precedente fondazione, legata ad un gruppo di penitenti seguaci della regola agostiniana, gli Zambonini, cui era appartenuto lo stesso Settala. La fase più antica dell’edificio è testimoniata nell’attuale braccio meridionale del transetto, la cui datazione dovrebbe attestarsi agli inizi del XIII secolo, nell’ambito della riqualificazione di Milano dopo le lotte contro il Barbarossa e in rapporto con la dedicazione del quartiere al santo patrono di Venezia.
Alcune testimonianze degli ultimi anni del Duecento lasciano supporre uno stato dei lavori alquanto avanzato. Possiamo pensare ad un corpo basilicale a tre navate interamente coperto da volte e sostenuto da pilastri cilindrici. Le pareti della nave maggiore, ritmate internamente ed esternamente da semplici lesene, si aprivano in alte finestre archiacute, perdute durante i rifacimenti cinquecenteschi.
Nei primi decenni del Trecento dovette essere innalzata pure la robusta torre campanaria quadrangolare, che insiste su parte della cappella absidale di sinistra ed è avvicinabile, per gli elementi decorativi, ad alcuni coevi campanili di area milanese .
Nella seconda metà del Trecento si moltiplicano i lasciti privati delle famiglie che, fin dall’inizio del secolo, andavano legando il proprio nome alla fondazione agostiniana; decisivo in particolare il contributo finanziario dei Visconti, prima con Giovanni, quindi con Bernabò e Gian Galeazzo. Fu anche grazie a tali interventi che sia la navata principale sia la zona presbiteriale vennero ampliate, quest’ultima con l’aggiunta di una seconda campata e dell’abside poligonale, ricostruite poi tra la fine del Cinque e gli inizi del Seicento.
Intorno alla metà del Trecento dovette essere realizzata anche la facciata, il cui aspetto attuale è frutto dell’intervento di restauro di Carlo Maciachini (1872). Si trattava in origine di una fronte a linea spezzata con ampio rosone centrale; quattro contrafforti delimitavano tre campi verticali, mentre in orizzontale l’uso di due diversi tipi di rivestimento, la pietra viva e il tradizionale cotto lombardo, segna il passaggio tra due fasce di differente luminosità e valore cromatico, sottolineate dalla presenza di un alto fregio centrale ad archetti intrecciati, in cotto lavorato a stampo.
Arca di Martino Aliprandi (XIV sec.)
Al centro della facciata è un elegante portale marmoreo con sguanci a fasci di colonnine, coronato da tre statue a figura intera entro nicchie, raffiguranti i santi Agostino, Marco e Ambrogio, opera forse dell’anonimo maestro campionese attivo nel 1348 nella lunetta dell’abbazia di S. Pietro a Viboldone. In merito alla paternità di questa originale soluzione di facciata, la critica ha espresso più nomi. In ogni caso l’indicazione di una cultura campionese aggiornata in senso toscano su Giovanni di Balduccio sembra costituire un corretto punto di riferimento, cui si possono aggiungere influssi veneti e internazionali.
Passando all’interno, le più antiche testimonianze figurative si rintracciano nella cappella absidale di sinistra, un tempo dedicata a Santa Maria.
La massima parte delle opere di epoca gotica si concentra nella zona del transetto meridionale della chiesa. Particolarmente ricca è la presenza di opere scultoree, che offre un’esemplificazione delle due principali linee di sviluppo della produzione milanese di epoca gotica, continuamente intrecciate fra loro: quella toscana, che ruota intorno all’importante figura di Giovanni di Balduccio e della sua bottega, e quella locale, di sapore collettivo e per certi versi ‘artigianale’, legata all’attività delle cosidette maestranze campionese.

mercoledì 25 febbraio 2015

"Judikes" di Vindice Lecis presentato a Oristano

Venerdì 27 febbraio 2015 alle ore 17.30 la Cooperativa La Memoria Storica e Condaghes Edizioni, in collaborazione con la libreria Mondadori di Oristano, presenteranno il nuovo romanzo storico di Vindice Lecis dal titolo "Judikes".
L'evento rientra nel ciclo di appuntamenti di "Leggendo ancora insieme", giunto alla IV edizione.
Presenterà la serata il giornalista Roberto Petretto, Paolo Vanacore leggerà alcuni brani tratti dal romanzo, e l'archeologo Raimondo Zucca dialogherà con l'autore.
La presentazione avrà luogo nella sala retabli dell'Antiquarium Arborense.
"Judikes" è il terzo volume della saga storica scritta da Vindice Lecis che, dopo Buiakesos e Il condaghe segreto, completa la trilogia sull'età giudicale.
Una missione disperata per liberare la juighissa Prunisinda, moglie del giudice Costantino di Torres, prigioniera del marchese Guglielmo di Calari. Il successo dell'operazione potrebbe cambiare il corso della storia sarda. Ricca di avventura e di azione, sostenuta da una puntuale ricostruzione dei fatti, la trilogia consente di conoscere a fondo quel grande momento storico della Sardegna che è stata l'epoca dei Giudicati.

martedì 24 febbraio 2015

Inaugurazione del Torrione Porta Santa Maria a Corciano (PG)

Il Torrione Porta Santa Maria a Corciano (PG) diventa centro espositivo permanente sulla cultura medievale e rinascimentale.
All’interno è prevista la realizzazione di una mostra che renda fruibile la ricca collezione di abiti del corteo storico dell’epoca, strumenti musicali, oggettistica varia di valore storico e culturale, nonché un’area tematica di libri e scritture sulla cultura medievale. L’iniziativa si prefigge, inoltre, la valorizzazione naturalistica ed ambientale dell’area verde di Migiana, sottostante il Castello di Pieve del Vescovo con la sistemazione ed arredo di un percorso ad anello, un sentiero ed un orto didattico.
L’inaugurazione del progetto integrato, che riguarda anche gli interventi sull’area verde di Migiana, alla Taverna del Duca e ai giardini di Corciano, si terrà sabato 28 febbraio 2015 alle 16.30 presso la Sala del Consiglio comunale. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

venerdì 20 febbraio 2015

"Passeggiando per Novara: La Città Medievale"

Domenica 22 febbraio 2015 con "Passeggiando per Novara: La Città Medievale", visita guidata alla scoperta delle tracce dell’architettura romanica della città. Durante il percorso saranno illustrate sia strutture architettoniche che sono state oggetto di trasformazione in epoca medievale (il Battistero), sia due edifici del XII secolo (Chiesa di Santa Maria d’Ingalardo e di Ognissanti). Ritrovo davanti al Battistero alle 15 e alle 15,45; durata della visita 1h30min.
Informazioni e prenotazione (obbligatoria): Associazione InNovara, tel. 331.1659568, e-mail: prenotazioni@innovara.eu.

giovedì 19 febbraio 2015

"Gli antipapi. Storia e segreti" presentato a Milano

Sabato 21 febbraio 2015 alle ore 17,00 presso la Libreria Jaca Book “Città Possibile” in Via Frua, 11 a Milano (Ingresso da Via delle Stelline), l’Associazione Culturale Italia Medievale e Editoriale Jaca Book sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro “Gli antipapi. Storia e segreti″ (Newton Compton, 2014) di Elena Percivaldi. Interviene l’autrice. Seguirà rinfresco. Ingresso libero.
La storia della Chiesa è sempre stata complessa, difficile, contraddittoria.
Il suo grande protagonista – da san Pietro a papa Francesco – solitamente è il pontefice, somma autorità religiosa e per molti secoli anche politica e temporale. In realtà molte altre figure hanno determinato, nel corso di duemila anni, le intricate vicende del papato: cardinali, vescovi, santi, eretici, imperatori, chierici e laici. E tra questi anche gli “antipapi”, uomini che –  individualmente o supportati da fazioni – non hanno accettato il pontefice eletto in via ufficiale e hanno dato vita a veri e propri scismi. Dai primi nebulosi inizi – quando il santo padre era solo vescovo di Roma e non aveva ancora l’universalità che avrebbe poi detenuto nei secoli a venire – fino al grande scisma, il volume racconta la storia dei quarantatré antipapi scelti secondo procedure non canoniche. Considerati degli usurpatori, per questo furono catturati, scomunicati, processati, imprigionati, uccisi. Alcuni fuggirono, altri si ritirarono in convento, altri ancora scomparvero semplicemente nel nulla. Fieri oppositori al papato ufficiale per motivi dottrinali e ideologici, oppure mere pedine mosse dal potere delle famiglie aristocratiche romane e degli imperatori, gli antipapi rivivono in queste pagine non più come comprimari, ma come veri protagonisti.
Elena Percivaldi, milanese, è storica e saggista. Cura mostre e partecipa a convegni e seminari di studio in Italia e all’estero. È coordinatore scientifico di manifestazioni storico-rievocative e  collabora con riviste specializzate, tra cui «Medioevo»; fa parte del Comitato scientifico della rivista «Medioevo Italiano». Autrice di vari libri, tra cui I Celti. Una civiltà europea, con la Newton Compton ha già pubblicato La vita segreta del Medioevo, finalista al Premio Italia Medievale 2014. Per maggiori informazioni, visitate il suo sito web.

mercoledì 18 febbraio 2015

"Falsi miti e dicerie sul Medioevo: quando il secolo si fa meno buio", conferenza a Pavia

Con la conferenza “Falsi miti e dicerie sul Medioevo: quando il secolo si fa meno buio” che si terrà giovedì 19 febbraio 2015 presso l’aula magna del Palazzo Centrale dell’Università di Pavia verso le 17.30, si aprirà il ciclo “Bufavole” promosso dai dottorandi pavesi con l’associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani.
Lo scopo del ciclo di conferenze sarà l’analisi di quei falsi miti sul Medioevo che, dalla fine del Cinquecento a oggi, si sono diffusi tramite saggi e cronache storiche poco attente e mal informate dei fatti, fino a dare l’immagine di un Medioevo molto lontano da quello che era in realtà.
A tenere l’incontro sarà il professor Alessandro Barbero, storico e scrittore, da anni noto per la sua partecipazione a Super Quark come consulente sugli usi e costumi del Medioevo, oltre ad essere professore di Storia Medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale.
“Come giovani ricercatori conosciamo bene la necessità di approfondire, con senso critico e basandosi su fonti affidabili, i vari aspetti del sapere. Ma nella società di oggi troppo spesso assistiamo a casi di mala informazione dell’opinione pubblica. Questi incontri hanno quindi l'obiettivo di affrontare il fenomeno, cercando di 'svelare' alcune di quelle che noi chiamiamo “Bufavole”, Lo faremo avvalendoci di esperti del settore, a cominciare dal prof. Barbero, ai quali chiederemo di sfatare alcuni miti che permangono nel senso comune” dice Alessandra Brambati, presidente dell’ADP, che sarà presente all’incontro.
La partecipazione agli incontri è aperta a studenti e cittadini.

sabato 14 febbraio 2015

Adolescenza medievale, Codici di Comportamento e di Abbigliamento in Contrada Legnarello

I Padri della Chiesa dividevano le età della vita in sette parti, per la quale l'adolescenza andava dai quattordici ai ventuno o trentacinque anni a seconda dei pareri. Solo dal Cinquecento si comincerà a pensare alla necessità di una educazione specifica per le fasi iniziali della vita, ma ci vorrà molto tempo prima di avere una vera e propria attenzione specifica alle fasi di sviluppo ed alla pedagogia dell'infanzia. Le aspettative della famiglia pesavano molto sull'educazione e sulla realtà della vita di bambini e giovani: spesso, né il matrimonio, né il lavoro e neppure la vocazione monastica erano scelte libere. La serata affronterà qualcuna di queste tematiche, cercando di gettare luce sulla vita dei giovani del passato, sulle loro difficoltà, sulle loro aspettative e sulla loro vita quotidiana, cercando di scoprire se la distanza che ci separa da loro li renda davvero così lontani da noi, come potremmo credere.
"Ed ecco che la mia infanzia un giorno è morta: ed io sono vivo" (S.Agostino, Confessioni).
La lezione-conferenza, organizzata dalla Contrada Legnarello e tenuta dalla professoressa Sara Piccolo Paci, consulente della Commissione Permanente dei Costumi del Palio di Legnano, si terrà in Maniero di Legnarello in Via Dante, 21 a Legnano (MI) mercoledì 18 Febbraio 2015 alle ore 21.15.
INGRESSO LIBERO

venerdì 13 febbraio 2015

Alla ricerca delle origini del culto di San Colombano

È iniziato lunedì 9 febbraio 2015 il primo scavo archeologico nella Basilica di San Colombano, a Bobbio (PC), alla ricerca delle fasi più antiche dell’edificio di culto fondato dal monaco Irlandese e dai reali Longobardi.
Il traguardo è frutto della collaborazione scientifica tra l’Università del Piemonte Orientale, la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia-Romagna, la National University of Ireland-Galway e il CNRS (UMR ARTeHiS), nell’ambito del progetto internazionale “Making Europe: Colombanus and his Legacy”, incentrato sulla figura di San Colombano, sui monasteri fondati dal santo e sulla sua eredità, spirituale e culturale e avviato nel 2010, che coinvolge ricercatori di tutta Europa (Italia, Francia, Irlanda, Gran Bretagna, Svizzera, oltre alla partecipazione di studiosi statunitensi), nelle discipline storiche, archeologiche, archivistiche, linguistiche, paleografiche e agiografiche.
Fondato agli inizi del VII secolo, il monastero fu nel Medioevo uno dei più importanti centri di spiritualità e cultura dell’Europa cristiana; tuttavia si hanno pochissime informazioni sul primo periodo di esistenza della comunità religiosa.
Grazie a un contributo dell’Università di Galway, partner del progetto di ricerca, l’Università del Piemonte Orientale ha organizzato un cantiere scuola in Archeologia Medievale, cui parteciperanno studenti italiani, irlandesi e francesi e nel cui ambito si svolgerà lo scavo, sotto la direzione scientifica della professoressa Eleonora Destefanis (UPO) e dell’archeologa Roberta Conversi (Soprintendenza).
I risultati dello scavo archeologico verranno condivisi quotidianamente con la cittadinanza, il pubblico e tutti coloro che vorranno esserne aggiornati;  ogni pomeriggio, dal lunedì al venerdì, alla fine dell’attività di scavo archeologi e studenti presenteranno al pubblico una sintesi di quanto emerso.
Il momento culminante del progetto sarà la presentazione dei risultati definitivi della ricerca, che avverrà in occasione di un convegno internazionale che si terrà a Bobbio il 21 e il 22 novembre 2015, per celebrare il XIV centenario della morte di San Colombano. Il convegno sarà affiancato da una mostra dove saranno esposti i materiali rinvenuti nello scavo della Basilica, altri preziosi manufatti provenienti dalle valli piacentine e risalenti all’epoca di San Colombano, oltre a importantissimi manoscritti prodotti dallo scriptorium monastico e reliquiari risalenti al primo medioevo.