domenica 18 febbraio 2018

"La prospettiva di Brunelleschi. Quaranta buone ragioni per studiare l’arte medievale" presentazione a Sanremo

Martedì 20 febbraio 2018 alle ore 16.30 nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo in occasione dei 400 anni dal progetto di realizzazione della Cupola di Santa Maria del Fiore sarà il prof. Fulvio Cervini a ricordare la Cupola del Brunelleschi con il suo volume: "La prospettiva di Brunelleschi. Quaranta buone ragioni per studiare l’arte medievale”. (CB Edizioni, 2016). L’incontro, organizzato in collaborazione con il Serra Club, ricorda il seicentesimo anniversario del progetto per la realizzazione della Cupola di Santa Maria del Fiore. “Il medioevo sembra molto lontano, eppure siamo fatti anche di medioevo. La sua arte e la sua architettura, piaccia o no, sono dentro di noi e intorno a noi: e anzi ci sono indispensabili per capire il passato, muoverci nel presente e progettare il futuro. Per crescere come persone e cittadini, e restare umani. Ecco perché le quaranta buone ragioni per occuparsi di arte medievale hanno un nome e un cognome, e non tutte sono medievali. Ciascuna di esse rappresenta un punto di vista sul medioevo o un aspetto peculiare di quell’universo: e dunque traccia un percorso di avvicinamento a una civiltà assai più sfaccettata e creativa di come a volte viene rappresentata dal senso comune. Tutte insieme introducono a un’altissima cultura visiva, ma non vogliono riassumerne un panorama sistematico. Queste pagine, destinate soprattutto agli studenti, non contengono un viaggio nell’arte medievale, ma l’invito a intraprenderlo. E qualche suggerimento, di etica e di metodo, per orientarsi durante il viaggio e renderlo fruttuoso.”
Fulvio Cervini è professore associato di Storia dell'arte medievale e Tutela dei Beni Culturali all'Università di Firenze.

giovedì 15 febbraio 2018

Tesi di laura su fortificazioni in area trentina

A tutti i Soci, i colleghi e gli amici dell'Istituto Italiano dei Castelli Onlus.
Abbiamo il piacere di invitarvi alla II Conferenza pubblica del 2018 organizzata dalla Sezione Trentino-Alto Adige, che si terrà nella sala al piano terra presso il Palazzo Saracini Cresseri, Casa della Sat, in Via Manci, 57 a Trento.
Venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 17:30 saranno presentate due tesi di laurea su fortificazioni in area trentina:
dott. ing. Marta Flaim (Università di Trento, Dipartimento Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura), "Una fortificazione con mastio cilindrico: progetto di restauro e cantierizzazione dei ruderi di castel S. Pietro a Vigo d'Anaunia".
dott. ing. Andrea Fronk (Università di Trento, Dipartimento Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura), "Progetto di recupero per Forte Barbadifior".
L'evento è organizzato in collaborazione con RFA - Associazione culturale Ricerche Fortificazioni Altomedievali.
Vi ricordiamo che le nostre conferenze sono aperte a tutti gli interessati!
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sabato 10 febbraio 2018

Palio del Viccio 2018

Tre giorni di festa medievale da domenica 11 a martedì 13 febbario 2018, con musicisti, artisti di strada e giocolieri, mercatini e spettacoli che culminano ne Il Palio del Viccio. Il Palio del Viccio è uno spettacolo mozzafiato che affonderebbe le sue radici nel lontano 1477. Una sfida che vede i migliori fantini di zona correre in piedi a cavallo, armati di un’asta acuminata, per scoppiare una vescica posta a più di 4 metri di altezza dal suolo. Il primo cavaliere a raggiungere l’obiettivo preposto si aggiudica la vittoria a nome del Rione Palese che rappresenta, e il Viccio (tacchino), premio in palio secondo la tradizione. Il grande evento sarà accompagnato da un mercatino medievale, musica, spettacoli e carri allegorici.
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martedì 6 febbraio 2018

Petrarca e la Milano dei Visconti

È tesi comune che lʼUmanesimo italiano sia di matrice toscana. Forse è ora di avviare una riflessione in merito. Senza sminuire il grande contributo toscano allʼUmanesimo, occorre ricordare che lʼItalia di allora era un insieme di stati indipendenti dove ogni corte si disputava personaggi illustri. Avvenne la frammentazione in tutta la penisola di questo movimento culturale sviluppatosi dalla metà del Trecento al Quattrocento, caratterizzato da una rinnovata centralità dell'uomo e dal recupero della civiltà culturale greco-latina.
Francesco Petrarca fu il primo umanista in assoluto e a Milano, formando un insieme di persone che proseguirono questa tradizione di ricerca e di studio definita umanistica. Milano e la sua corte viscontea divennero un polo umanistico di primaria importanza nel panorama della cultura europea.
In questo incontro si cercherà di illustrare questo aspetto poco esplorato di Petrarca a Milano, dove il poeta visse la sua maturità artistica, arricchendo il mondo culturale milanese e creando generazioni di umanisti di valore.
Uno dei luoghi preferiti da Petrarca fu la sua residenza agreste di Villa Linterno, un luogo magico e uno dei motori ispiratori del poeta verso la ricerca umanistica. La rigogliosa natura attorno a Linterno, tuttora visibile, fu un ambiente insostituibile per la sua ispirazione. La sua residenza con le preziose decorazioni affrescate, destinate alla distruzione e faticosamente difese dai volontari del CSA Petrarca, sono patrimonio di tutta la collettività presente e futura.
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lunedì 5 febbraio 2018

"La tradizione classica nel Rinascimento" a Pesaro

Per la serie “Pesaro Storie”, proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con il Comune di Pesaro, il liceo “T. Mamiani” e l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani, lunedì 5 febbraio 2018 alle ore 17,30 nell’auditorium (g.c.) di Palazzo Montani (piazza Antaldi, 2 – Pesaro) Franco Cardini conversa con Monica Centanni, autrice di "Fantasmi dell’antico La tradizione classica nel Rinascimento" (Guaraldi 2017, pp. 620).
Fantasmi dell’antico è un’opera grandiosa – come grandioso fu il Rinascimento –, un’analisi sorprendente e multiforme di quel periodo “magico” (e breve) che convenzionalmente si può collocare tra la caduta di Costantinopoli (1453) e la riforma luterana (1517), e che ancor oggi polarizza i nostri sguardi e il nostro stupore. Con la fine della “nuova Roma”, che non per tutti – neanche a Bisanzio – è pura perdita, si avvia una riscoperta dell’antico, inizia una mobilitazione a caccia di manoscritti, si osservano con nuova e diversa attenzione i resti archeologici greco-romani per ristabilire un contatto, fisico e culturale, con un passato che pare a rischio di inabissamento definitivo.
Così, il trauma della perdita si trasforma nell’evento positivo di una riscoperta e di una nuova nascita, che è appunto il Rinascimento, popolato di fantasmi che provocano l’antico a rifiorire nel presente. I densi saggi che compongono il volume esplorano fra l’altro le corti italiane, dai primi anni del XV secolo al primo quarto del XVI, e indagano opere rinascimentali note o meno note, lette alla luce della loro relazione con la tradizione classica: dalle medaglie di Pisanello ai ‘misteri pagani’ del Tempio riminese, dal ritratto belliniano di Maometto II ai dipinti mitologici di Botticelli.
Monica Centanni, filologo classico, studiosa del teatro antico e della civiltà tardo-antica, ha pubblicato e curato numerosi saggi, e organizzato convegni e mostre su teoria, metodologia e applicazione della lezione iconologica di Aby Warburg, in particolare sul Rinascimento. Fra le sue varie pubblicazioni ricordiamo l’Introduzione a Aby Warburg e all’Atlante della Memoria e il volume corale L’originale assente. Introduzione alla storia della tradizione classica. Ha partecipato al convegno d’apertura del Salone della parola 2011 e un suo saggio compare negli atti di quel convegno, Retorica. La macchina del dire nella comunicazione pubblica e privata, curato da Marcello Di Bella Ha fondato e dirige “La Rivista di Engramma. La tradizione classica nella memoria occidentale”.
Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale. Il suo principale campo di studi è la storia delle crociate, dei pellegrinaggi in Terrasanta, dei rapporti tra Europa e mondo musulmano. Tra le sue opere ricordiamo le più recenti edite o riedite: Quell'antica festa crudele. Guerra e cultura della guerra dal Medioevo alla Rivoluzione francese; Incontri (e scontri) mediterranei. Il Mediterraneo come spazio di contatto tra culture e religioni diverse; Alle radici della cavalleria medievale; Europa e Islam. Storia di un malinteso; Il Turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683; Gerusalemme. Una storia; Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana; Andare per le Gerusalemme d'Italia; L' ipocrisia dell'Occidente. Il califfo, il terrore e la storia; e il recentissimo La via della seta. Una storia millenaria tra Oriente e Occidente, scritto con Alessandro Vanoli.